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Per
più di 200 milioni di anni, e fino a dieci
milioni di anni fa, l'area del Matese era occupata
da un mare tropicale con acque calde e poco
profonde, molto calme e con saltuarie comunicazioni
con il mare aperto.
Durante il corso degli anni, l'area fu interessata
da una lunghissima fase di innalzamento ed
abbassamento dei fondali, per cui estese zone si
sollevarono dando origine a regressioni marine.
Negli ultimi cinque milioni di anni i fondali si
sono sollevati ulteriormente e si é avuta la
formazione dei Monti del Matese con l'attuale
morfologia. Tracce di forme primordiali di vita
sono presenti nelle viscere delle montagne e
frequenti sono le scoperte di conchiglie simili a
quelle che oggi si possono trovare sulle spiagge.
Oggi il Matese é un massiccio montuoso a
cavallo tra Campania e Molise, delimitato dall'alto
corso del Volturno a sud-ovest e dal suo affluente
Calore a sud, dal Tammaro ad est, dal Trigno e dal
Biferno a nord. La morfologia del massiccio
é costituita da rilievi di altitudine
piuttosto elevata, con dorsali minori parallele e
separate da valli. Alla base della dorsale
più alta, dominata dal Monte Miletto, si
estende il grande bacino naturale del lago del
Matese.
La natura calcarea delle rocce del Matese fa
sì che le acque meteoriche, penetrando nel
suolo, diano luogo alla formazione di bicarbonato
di calcio che, essendo molto solubile, scompare
abbastanza presto, dando così luogo alla
formazione di fessurazioni che, con il protrarsi
del fenomeno formano cunicoli e gallerie dove
scorrono fiumi sotterranei.
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